Un disegno inedito di Leopoldo Zuccolo nel primo volume delle Inscriptiones christianae di Gaetano Marini

Il primo volume delle Inscriptiones christianae di Gaetano Marini (1742-1815) contiene, oltre a schede di iscrizioni cristiane compilate dal bibliotecario vaticano e dal suo assistente Giuseppe Gueriggi (1854-1829), una ricca collezione di disegni e stampe di origine antiquaria di diversa datazione e provenienza. L’undicesimo capitolo, dedicato a iscrizioni e oggetti iscritti in avorio, intitolato Tituli minores in ebore, include un disegno inedito di Leopoldo Zuccolo (1760/61-1833), un pittore, restauratore e illustratore attivo a Udine e Aquileia tra Settecento e Ottocento.

Questo contributo propone una definitiva attribuzione del disegno allo Zuccolo, attraverso lo studio del suo contesto storico di provenienza, fornendo anche informazioni biografiche e antiquarie relative al suo committente. Il disegno è inoltre illustrato integralmente grazie alla realizzazione di una nuova fotografia da parte dell’Ufficio Fotografico della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Al disegno è stato poi possibile affiancare nuove fotografie dell’oggetto in esso riprodotto, identificato anch’esso con un panaghiàrion, conservato ai Musei Vaticani (MV.59893.0.0). In calce all’articolo è inoltre pubblicata, in edizione critica e commentata, una lettera di Angelo Maria Cortenovis (1727-1801) a Marini del 2 ottobre 1794 e concernente l’acquisto del panaghiarion a Trieste e l’invio del disegno dello Zuccolo da Udine a Roma.

Attraverso lo studio di fonti documentali conservate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, compresi inventari e cataloghi compilati alla metà del Settecento, è stato inoltre possibile identificare univocamente il mittente del disegno in Cortenovis, lo stesso antiquario che possedeva il panaghiàrion nella sua collezione privata.

Il disegno dello Zuccolo fu annotato da Marini, che ricorda il panaghiàrion a Udine presso Cortenovis. Seppure gli inventari del Museo Sacro della Biblioteca Vaticana ricordassero diversamente la presenza di almeno due panaghiària già dagli anni ’60 del Settecento, evidentemente, essendo il disegno citato nella lettera di Cortenovis a Marini come ancora da spedire, sia l’oggetto che il disegno arrivarono a Roma dopo il 1794.

Le informazioni raccolte in questo studio, quindi, rendono possibile l’attribuzione definitiva del disegno allo Zuccolo. Il panaghiàrion copiato è ricordato da Marini, in una nota apposta al disegno, nella collezione di Cortenovis a Udine, una provenienza altrimenti ignota. In ultima analisi, quindi, questo studio rappresenta un valido contributo alla storia collezionistica di un oggetto di oreficeria neobizantina oggi ai Musei Vaticani.


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